Riduzione degli incentivi sulle rinnovabili: in difficoltà 600 aziende
• 26 aprile 2012 • Aggiornato alle 12:53
GROSSETO - Con la riduzione degli incentivi sulle energie rinnovali si mettono in difficoltà migliaia di piccole imprese che operano nel settore. Questo in sintesi il pensiero di Renzo Alessandri, Direttore Cna Grosseto: “I decreti presentati la scorsa settimana dai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, relativi alla “revisione” (leggi riduzione) degli incentivi per il fotovoltaico e per le altre fonti energetiche rinnovabili, sono fonte di grave preoccupazione per le imprese.” Afferma Alessandri, che sottolinea come solo in provincia di Grosseto siano 600 le ditte che danno lavoro a 1.500 addetti.
“Un ambito economico costituito a livello nazionale da circa 85 mila imprese, in gran parte piccole, con oltre 200 mila dipendenti occupati, che hanno saputo caratterizzarsi, nel corso degli anni, come piccoli produttori di impianti o più spesso come installatori e manutentori. Si rischia una drastica riduzione degli investimenti nel settore (ne deriveranno minori entrate stimabili in circa 4 miliardi all’anno) – continua la Cna – e si mettono a rischio gli obiettivi di sostenibilità energetica del Paese.”
Renzo Alessandri auspica una modifica degli aspetti più critici del decreto.“E’ necessario tutelare gli impianti di piccola dimensione, almeno fino a 30 kW di potenza, che non dovrebbero essere soggetti a tetti massimi di incentivazione né all’obbligo di iscrizione al registro; per questi impianti infatti – afferma Alessandri – è necessario mantenere un principio di automaticità dell’incentivo. Le ricadute sulla bolletta del costo necessario alla copertura degli incentivi, infatti, non è ascrivibile agli impianti di piccola dimensione, ma in gran parte agli impianti di grandi dimensioni e alla famosa “voce” CIP6.” La nota della Cna conclude affermando la necessità di un confronto con il governo sul tema delle politiche energetiche.
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