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Entro il 2013 la conclusione del primo restauro del Duomo di Massa Marittima

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MASSA MARITTIMA – Il progetto di restauro del presbiterio e dell’abside della Cattedrale di San Cerbone, il Duomo di Massa Marittima in provincia di Grosseto, si concretizza grazie ai 500mila euro che la Regione Toscana ha deciso di investire, sommandoli ai 350mila della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha consentito la partenza dei lavori nell’estate dell 2011, e i circa 200mila garantiti dalla Conferenza episcopale toscana alla Curia locale. Entro il 2013 i lavori e le ricerche, curati dalle Università di Pisa e Siena, dovrebbero trovare conclusione, riportando allo storico splendore uno degli edifici religiosi medievali più importanti della Toscana, cui ha lavorato il genio architettonico di Giovanni Pisano e quello pittorico di Duccio da Boninsegna.

“Sono centinaia le chiese in borghi grandi e piccoli su cui dovremmo intervenire – ha sottolineato stamani monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno e rappresentante della CET, alla conferenza stampa di illustrazione del progetto di restauro svoltasi a Palazzo Strozzi Sacrati presenti anche il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai e l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti – un patrimonio formidabile di fede e di arte, importante anche sotto l’aspetto turistico. Come Conferenza episcopale, sia a livello nazionale che locale, stiamo lavorando per riformare l’uso dell’otto per mille per metterci in condizione di utilizzarrne una parte proprio nel recuprto e nella conservazione di queste ricchezze artistiche e culturali”.

“Stiamo raccogliendo i frutti della politica di intese avviate con Fondazioni bancarie, Ministero e sovrintendenze, Conferenza dei vescovi – ha aggiunto l’assessore Scaletti – che ci consente interventi organici e mirati sull’immenso lascito culturale che dobbiamo amministrare in Toscana. Una strada feconda che ottimizza le capacità di intervenire a favore delle strutture eccellenti con programmi ragionati. Si tratta di uno sforzo convinto che non abbandoneremo”.

Lo studio ha permesso di ricostruire i singoli cantieri che si sono susseguiti dopo la posa in opera della prima pietra: un’attività costruttiva che in meno di un secolo e mezzo, dagli ultimi decenni del XII al primo decennio del XIV secolo, ha realizzato l’edificio come oggi lo vediamo, almeno nel suo sviluppo architettonico. Il settore oggetto dei lavori in corso è particolarmente importante perché insiste nella zona di ampliamento nella quale si è attestato l’intervento attribuito a Giovanni Pisano nel Secolo XIV. L’avvio del primo lotto ha fornito l’occasione per studiare la struttura da vicino e per esplorare il sottotetto, in corrispondenza delle campate del presbiterio e della cappella del SS Sacramento. Tra le novità più interessanti emerse, la possibilità di ricostruire l’organizzazione logistica del cantiere diretto da Giovanni Pisano, durato poco più di venti anni. Lo studio ha rivelato che quel che sino ad ora era stato interpretato come un cantiere omogeneo, parte di un progetto unitario, sia stato nella realtà un’opera con importanti ripensamenti e modifiche.

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