Porta a Porta, Rifondazione: Cetraro fa demagogia

19 aprile 2012 Aggiornato alle 12:43

FOLLONICA – È ancora scontro a Follonica sul Porta a Porta. Dopo le spiegazioni dell’assessore Antonio Cetraro sui costi che comporterebbe in questa fase l’ampliamento del servizio ad altri quartieri o all’intera città, Rifondazione Comunista replica e rilancia e parla di «pura demagogia» da parte dell’assessore: Cetraro «si applichi per risolvere i problemi. Oppure se ne vada a casa».

«Cetraro – scrivono da Rifondazione – si trincea dietro la retorica facendo leva su sentimenti irrazionali alimentando lo spauracchio di maggiori costi ed aumenti della Tarsu, mentre l’ultimo aumento della Tarsu è avvenuto un paio d’anni fa perché il Coseca comunicò al Comune che non rientrava più nei costi di gestione».

«Presenti allora progetti e numeri e ci spieghi da dove nascono i 2 milioni di euro necessari per l’estensione a tutta la città del porta a porta. Anzi, lo invitiamo ad un confronto pubblico per spiegarci ufficialmente il progetto».

«Perché – aggiungono da Rifondazione rivolgendosi a Cetraro non dice che il 20% della bolletta è costituito dalle penali che paghiamo perchè non raggiungiamo le percentuali previste dall’Unione Europea? Tali penali vengono attualmente già pagate nella Tarsu anche dai cittadini di quei settori di Follonica che, virtuosi a bontà loro, hanno raggiunto le percentuali elevate sbandierate sui giornali».

«Il trasferimento poi dei prodotti ottenuti dalla differenziata alle aziende di riciclo, se non esistono impianti idonei in prossimità è un ulteriore esempio di assenza di interventi da parte dell’amministrazione locale. I Comuni devono fornire indicazioni e fare pressione sugli enti superiori per ottenere il meglio per i cittadini. A suo tempo il Sindaco propose alla Provincia l’ipotesi di impianti per il riutilizzo del differenziato, ma non ha fatto più niente in seguito. Sono forse “obbligati” ad alimentare le Strillaie?».

Rifondazione ricorda anche che la raccolta di firme per estendere il Porta a Porta ha coinvolto anche il Movimento Cinque Stelle, l’Anpi, il Comitato No Inceneritore e semplici cittadini.




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