La Libreria di Simone: quattro autori e tre amici

Secondo appuntamento con la nuova rubrica de ilgiunco.net curata da Simone Pazzaglia
24 marzo 2012 - aggiornato alle 09:38

a cura di Simone Pazzaglia

Oggi vorrei parlarvi di qualche amico scrittore. Ed inizierei da quello (ormai scomparso nel ’91 d’Aids a soli 36 anni) considerato uno delle figure più significative della nostra recente letteratura: Pier Vittorio Tondelli.
Tondelli era uno scrittore scomodo, libertino, omosessuale, istintivo.
Non l’ho conosciuto personalmente e di lui non avevo ancora letto niente prima di incontrare lo scrittore Enos Rota.
Ricordo che quel giorno eravamo a Imperia ad una fiera del libro e da lì andammo a dormire a casa di un amico a Genova dove, il giorno seguente, passeggiammo per la città che Enos conosce alla perfezione.
Da quel giorno iniziai a leggere Tondelli e ne rimasi estasiato!
La sua originalità, attualità, racconta spesso Enos, sta nello spirito anticipatore della scrittura come espressione del proprio vissuto con tutte le emozioni, i pensieri, i desideri, i conflitti, l’intensità di vita, la riflessione, i temi coinvolgenti di ogni sua pagina, il ritmo, la musica, tutti elementi che hanno influito grandemente in molti autori moderni. Tondelli era considerato un’icona del mondo omosessuale, scrittore libertino giudicato in maniere dispregiativa dai benpensanti, pure del suo paese natale Correggio.
Enos per molti anni, in onore della grande amicizia che lo legava a Tondelli, con cui ha condiviso grandiose esperienze di vita, si è fatto promotore di questo autore andandone a parlare nelle più grandi università italiane e sud-americane e dando vita ad antologie di giovani autori sui temi tondelliani.
Nel caso non abbiate mai letto nulla vi invito a ricercare le sue opere e ne rimarrete sbalorditi!

Da Tondelli vorrei passare a tre cari amici, scrittori Toscani, partendo da Sacha Naspini che molti di voi probabilmente già conoscono. Ho avuto modo di conoscere Sacha diversi anni fa e con lui si è creato un feeling immediato che è andato crescendo nelle serate estive passate in pub a bere birra e parlare di letteratura. La sua produzione letteraria è davvero vasta e dall’ultima chiacchierata so che gli editori non riescono a stargli dietro nelle pubblicazioni. Ho letto tutto di lui, dall’ “L’ingrato” del 2006 a “Noie Désir” ultimo uscito, non dimenticandosi quello che considero uno delle migliori letture degli ultimi tempi “I cariolanti” pubblicato con Elliot una casa editrice che molti autori contemporanei possono considerare un vero e proprio punto di arrivo.

Insomma servirebbe molto più spazio per un autore di questo calibro ma vi invito, per chi ancora non lo conosce, ad approfondire il soggetto al più presto!

Il secondo toscano è David Marsili, livornese doc. Musicista e scrittore.
Abbiamo pubblicato due opere più o meno contemporaneamente; lui “Viscere” io “Un paese di poveri pazzi e cani”, e successivamente lui “L’uomo di Tungsteno” e io “Amanita”…insomma ci mettiamo d’accordo!
“L’uomo di Tungsteno” è una storia di amore con tutti gli annessi e connessi della grande passione sentimentale che sfocia fatalmente nel tradimento prima e nell’omicidio poi. Marsili è riuscito a tessere le fila di un buon noir che terrà sicuramente incollati dalla prima all’ultima pagina gli appassionati del genere. Scrittura molto pulita e curata che sfiora a più riprese l’ambiente poetico, che con molta saggezza, l’autore decide di non affrontare pienamente per restare nei confini della narrativa di genere. Un romanzo intrigante, costruito con abilità e armonia. Senza ombra di dubbio una lettura che appassiona da non perdere assolutamente. Di lui aveva già scritto una piccola recensione perché credo sia una penna che si incontra difficilmente!

Il terzo autore è un toscanaccio vecchio stampo: umorismo, cuore, acume e fantasia. Si chiama Michele Marchiani e ha scritto prima “Dogs tale” e successivamente “Sulle orme del Tiburzi”. Due libri diversi, intriganti, narrati con una buona voce narrativa. Grazie a lui posso dire di aver scoperto aneddoti a me sconosciuti sul più grande brigante toscano attraverso una narrazione che non vuol essere soltanto una biografia piuttosto dettagliata del Tiburzi quanto piuttosto un vero e proprio romanzo che si divincola in due diversi piani narrativi, tra presente e passato. Una storia avvincente che tiene incollati e nasconde un finale inaspettato. Andatevelo a cercare, leggetelo e poi fatemi sapere!

Un saluto a tutti e buona lettura!


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Commenti
Gordiano Lupi 24 marzo 2012

Il Foglio Letterario ha un libro al Premio Strega!

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