ANCE: giusto scendere in piazza per salvare il lavoro e l’edilizia

I costruttori esprimono il loro sostegno alla manifestazione indetta domani a Roma dai sindacati di categoria per denunciare la grave crisi del settore. ''Il tempo a disposizione è ormai scaduto''.
2 marzo 2012 - aggiornato alle 17:58

GROSSETO - L’ANCE, l’Associazione Imprese Edili e Complementari della Provincia di Grosseto, sta denunciando da tempo la gravissima crisi nella quale ormai versa senza alcun segnale di ripresa uno dei settori più importanti dell’economia del Paese, per questo l’ANCE ha inviato al Presidente del Consiglio una lettera nella quale si chiede di determinare lo stato di crisi del settore e di avviare tutti gli interventi necessari per salvare centinaia di imprese dal rischio chiusura ed evitare la perdita di altre migliaia di posti di lavoro.

«In primo luogo – scrive Mauro Carri, direttore dell’Ance – i costruttori chiedono che si trovino soluzioni concrete per il grave problema dei ritardati pagamenti, per allentare la stretta creditizia e per liberare risorse già stanziate ma non ancora trasformate in cantieri».

«Per queste ragioni – osserva Carri –  l’Ance condivide i motivi che hanno spinto Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil a indire una manifestazione di protesta. L’ANCE ricorda che un anno e mezzo fa gli stessi costruttori furono protagonisti insieme ai sindacati e alle altre sigle della filiera riunite sotto il simbolo degli Stati Generali delle Costruzioni di una importante e partecipata manifestazione di protesta organizzata di fronte al Parlamento per chiedere alla politica di rimettere al centro dell’agenda del Paese il settore dell’edilizia. Da allora, nonostante l’attenzione e alcuni segnali incoraggianti avuti da parte del Governo e delle forze parlamentari, nulla o poco più è cambiato e il tempo a disposizione è ormai scaduto».


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