Rifiuti, Il Pd di Follonica sposa la linea Pinzuti

29 febbraio 2012 - aggiornato alle 16:34

FOLLONICA – «Il PD di Follonica condivide la visione strategica del ciclo dei rifiuti espressa dal segretario provinciale Barbara Pinzuti». Anche dalla città del Golfo arriva il sostegno alla posizione scelta dal partito a livello provinciale.

Per il Pd le strategie da mettere in campo debbono seguire la gerarchia evidenziata anche a livello europeo: il potenziamento della differenziata si deve accompagnare alla riduzione dei rifiuti, al riuso, al riciclo, al recupero energetico e allo smaltimento.

«La chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti – scrivono dal Pd – non può infatti prescindere da un’impiantistica che permetta di valorizzare il residuo secco (la frazione indifferenziata proveniente da RD spinta) ottenendo prodotti da finalizzare alla vendita . L’assenza di impianti di questo tipo sul nostro territorio rende indispensabile una loro pianificazione in tempi certi e brevi anche alla luce della Direttiva Europea che ci obbliga a raggiungere il 65% di RD entro il 2012. In questa ottica il Pd di Follonica condivide quanto espresso dal Segretario di Federazione Barbara Pinzuti sull’opportunità di potenziare l’impianto delle Strillaie con nuove linee produttive quali il biodigestore anaerobico e un impianto di estrusione».

«E’ evidente – aggiungono – che un aumento della RD produrrà una diminuzione del conferimento di indifferenziato a Strillaie per la produzione di Cdr il cui destino sarà deciso attraverso una gara pubblica. E’ infatti noto a tutti che non sia possibile un conferimento diretto del Cdr ad alcun tipo di impianto di incenerimento non essendocene nessuno previsto dal piano interprovinciale dei rifiuti, compreso quello di Scarlino Energia. E’ altresì evidente però che, con l’impianto di estrusione, si compenserà la diminuzione di produzione di Cdr attraverso il recupero del residuo secco».

«Si tratta – e concludono – di avere una visione moderna del ciclo dei rifiuti e della sua chiusura che abbandoni l’idea dell’incenerimento come unica soluzione e che renda quest’ultimo il mezzo transitorio e residuale nell’attesa che gli impianti di cui sopra, tecnologicamente avanzati e poco impattanti dal punto di vista ambientale, siano a pieno regime».


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