Medico di famiglia, nasce l’associazione in rete

Sei medici hanno aderito al progetto voluto per garantire l'assistenza a tutti i residenti

7 febbraio 2012 Aggiornato alle 17:44

GAVORRANO – Dopo la richiesta dei residenti di Bivio Ravi sulle difficoltà legate alla scelta del medico di famiglia e la segnalazione al sindaco di Gavorrano arrivano le prime rassicurazione da parte della Asl. L’azienda sanitaria sollecitata dal sindaco Borghi ha risposto attraverso le parole del direttore generale Fausto Mariotti. Tra le novità più importanti presentate da Mariotti la nascita di una associazione in rete tra sei medici ( Bicci, Castrucci, Giacobone, Querci, Tognarini, Tredici) che svolgono la loro attività sul territorio di Gavorrano e Scarlino con l’obiettivo principale di garantire l’assistenza tutti i residenti.

«Alla fine dell’anno 2011 – scrive Mariotti – per il Distretto delle Colline Metallifere sono cessati per pensionamento 2 medici che svolgevano la loro attività in ambulatori situati nel territorio del Comune di Gavorrano ed avevano in carico complessivamente 2.822 assistiti. Gli altri 3 medici che attualmente operano nel comune sono contrattualmente in grado di assorbire 3.157 scelte. L’eventuale copertura del medico di assistenza primaria che dovesse risultare carente dai conteggi relativi alla popolazione residente per l’ambito del Distretto Colline Metallifere, verrà pubblicata nel BURT della Regione Toscana nel mese di Aprile dell’anno 2012. Il territorio del Comune di Gavorrano risulta adeguatamente servito con riguardo al numero di ambulatori di assistenza primaria attualmente aperti (in tutto 12, ndr)».

Ma nonostante questo l’Asl, ha spiegato Mariotti, ha stimolato e finanziato la costituzione dell’associazione tra medici che porterà dei benefici: la «distribuzione territoriale degli studi associati non vincolata da una sede unica; il collegamento informatico reciproco degli studi medici associati e di conseguenza l’accesso alle informazione relative a tutti gli assistiti in carico ai componenti; l’impegno da parte di ciascun aderente a svolgere la propria attività assistenziale anche nei confronti degli assistiti degli altri medici aderenti qualora il medico scelto dall’assistito non fosse immediatamente disponibile».



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