Protesi d’anca “al cobalto”: la Asl 9 tranquillizza i cittadini. “Nei nostri ospedali non sono mai state usate”
• 31 gennaio 2012 • Aggiornato alle 16:08
Grosseto - In riferimento alla notizia che da alcune settimane è stata diffusa dai media nazionali, su protesi d’anca “al cobalto” difettose e nocive per la salute dei cittadini, la Asl 9 di Grosseto precisa che “negli ospedali del territorio provinciale non sono mai state usate protesi di quella marca e con quella composizione.
“Le protesi in oggetto – spiega il responsabile dell’Ortopedia dell’ospedale Misericordia di Grosseto, Pier Giorgio Londini – sono state prodotte da un’unica ditta e, nello specifico, si riferiscono ad un modello particolare fatto con una lega di cromo, cobalto e molibdeno. Occorre quindi non generalizzare il problema alla globalità delle protesi d’anca e tanto meno per i pazienti trattati presso l’ospedale di Grosseto e negli altri presidi della Asl 9”.
In particolare, all’ospedale del Capoluogo, negli ultimi 2 anni sono state impiantate oltre 350 protesi d’anca di vari modelli e ditte.
“Ma si i tratta sempre di protesi di ultima generazione, mai sperimentali – aggiunge Londini – in lega ti titanio, che non crea rilascio di cromo. Nelle protesi totali, l’accoppiamento testa femorale– acetabolo, da noi preferito è quello con il polietilene di ultima generazione ed eventualmente con la ceramica”.
In ogni caso è stata revisionata la statistica completa degli interventi effettuati, dalla quale è emerso nuovamente che negli ospedali della Asl 9 non è mai stata impiantata una protesi del modello denunciato dalla stampa.
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