Il Giunco.net e il Tricolore

14 marzo 2011 - aggiornato alle 10:51

Per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia sulla testata del Giunco.net sarà presente la bandiera italiana

Giuncarico – Per celebrare il 150 anniversario dell’Unità di Italia anche il Giunco.net ha voluto rendere omaggio alla nostra bandiera con una edizione speciale della sua testata. Per tutta la settimana il “Tricolore” con la scritta “Italia 150″ comparirà nella nostra testata e in tutte le nostre pagine.

È un’iniziativa molto semplice e simbolica per ricordare che giovedì prossimo, 17 marzo, in tutto il paese con grandi eventi e con piccole manifestazioni saranno celebrati i 150 anni della nostra nazione unita. Un modo per ricordare che siamo italiani e per esprimere l’orgoglio di sentirsi dal 1861 un’unica nazione dalle Alpi alle coste siciliane, dalla Sardegna all’Adriatico, dal nord a sud, dall’est all’ovest.

In questa occasione lanciamo un appello ai nostri lettori invitandoli a partecipare alla festa del’Unità d’Italia celebrando questo 150° anniversario con un messaggio da lasciare sul Giunco.net a commento d questo articolo; una vostra riflessione, un augurio di buon compleanno al nostro paese, una speranza per il futuro.


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Commenti
mauro cavallari 14 marzo 2011

ottima iniziativa

Piero Simonetti 14 marzo 2011

Complimenti.

CASTELLI VITALIANO 14 marzo 2011

bene ! bravi !

Andrea Martinelli 14 marzo 2011

“Come cambia il mondo” ! Quelli che un tempo sarebbero stati considerati “nemici della patria”, “servi della Russia”, “anarchici e rivoluzionari”, in soldoni: tutti gli esemplari politici ascrivibili alla SINISTRA (tutta); oggi sono coloro che espongono o esporranno in questi giorni (come farò io stesso) il TRICOLORE. Invece all’opposto quelli che un tempo si definivano “alfieri della Patria”, “nazionalisti”, “irredentisti” etc, etc, sono coloro che governano l’Italia assieme a chi la vorrebbe dividere in “pezzetti” o a chi sarebbe disposto per un “piatto di lenticchie” a venderla al primo offerente in cambio di bunga bunga e “puttanume” vario. Nientemeno, quelli che un tempo furono seguaci dei nefandi Marx e Lenin, oggi riscoprono (ma non è una novità) Garibaldi (era l’effige del disastroso Fronte Popolare) e Mazzini (partecipò alla I° Internazionale anche se in polemica con Marx), nonchè Silvio Pellico e Maroncelli e addirittura Camillo Benso Conte di Cavour, il liberal-conservatore, lo statista incline al compromesso e al “gioco politico”. Sono convinto (ma è solo una mia personale “divagazione) che quel Cavour, oggi, dall’alto del suo tatticismo e strategismo politico, sarebbe insieme ai suoi nemici di allora (quelli di sinistra) a issare il TRICOLORE, magari in qualche sua tenuta piemontese, ma non ad Arcore e dintorni.

Luca Gabrielli 14 marzo 2011

Non credo che il sentimento d’amore verso la bandiera e la patria,
sia appartenuto più a un’area politica piuttosto che a un’altra,
dai Socialisti ai Liberali,
dai Comunisti ai Missini,
passando per i Repubblicani e i Social-Democratici,
tutti hanno sempre portato nel proprio nome la parola ITALIANO
e in molti di quei simboli appariva anche il tricolore,
insomma, nell’amore italico ci si riconoscevano un po’ tutti,
casomai, quello che preoccupava e che divideva, era il nazionalismo ovvero l’esasperazione di tale valore.
Oggi purtroppo c’è davvero una voce fuori dal coro,
c’è davvero un’anomalia in questo paese che si chiama Lega Nord (in effetti, già il nome, dice tanto),
che milita in questo governo e che con la complicità di un PDL quanto mai ridimenzionamento,
hanno deciso di farci festeggiare il nostro bel 150° anniversario
in cambio del riconoscimento della festività padana,
da consumarsi tutti i 29 di maggio nel territorio lombardo.
Buon 150° a tutti coloro che avranno voglia di festeggiare.

Andrea Martinelli 14 marzo 2011

Sì, d’accordo, ma per i cosiddetti “benpensanti” (nazionalisti) di una certa parte politica, i “nemici della patria” erano indicati in “elementi” o soggetti della cosiddetta “sinistra”. In modo particolare la parte di essa più “liberale” e più “radicale”, di sicuro quella meno incline ai compromessi e agli “inciuci” con i suddetti nazionalisti. Quella parte della sinistra storica alla quale si possono annoverare i fondatori o teorici più accreditati del “costituzionalismo italiano”. Quelli che insomma, non avrebbero accettato, già allora, la “bicamerale” con Berlusconi.

Andrea Martinelli 14 marzo 2011

P.S.

Tra l’altro ho scritto proprio che: l’assunzione ad “esempio storico-politico” di Garibaldi e Mazzini (tanto per fare due nomi importanti) non sia da parte della “sinistra” una novità. Della sinistra e (per carità!!) della “destra”. Per essere politicamente corretti!

Raniero 17 marzo 2011

La sacralità della bandiera importa che questa giornata sia celebrata nell’unione e nella convinzione dei valori risorgimentali. Fare mercimonio di concetti improponibili e strumentalizzare politicamente la solennità del momento è veramente squallido, il concetto è chiaro tanto a destra che a sinistra, non è questo nè il momento nè il luogo per la rituale manipolazione della realtà.
W la Repubblica, W l’Italia e viva gli Italiani,anche quelli dell’ultim’ora.

Andrea Martinelli 17 marzo 2011

Chi ha fatto “mercimonio” su questo anniversario è stato (tra gli altri) chi come alcune categorie professionali, che hanno inscenato tragiche conseguenze su una giornata di festa. Come se festeggiare di “giovedì” i 150 anni dell’Unità d’Italia fosse uno “tzunami” economico di dimensioni planetarie. Sugli improbabili concetti aspetti chiarificazioni.

Andrea Martinelli 17 marzo 2011

ps
aspetto chiarificazioni.

Siamo spiacenti, ma i commenti non possono essere inseriti.